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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 26/01/2017

All'indirizzo http://responsabilitadeglienti.diritto.it/docs/38990-il-foia-italiano-la-casa-di-vetro-ha-un-anima-di-piombo

Autore: Dr. Michele Mariella, Partner BLS Compliance

Il Foia italiano: la casa di vetro ha un’anima di piombo?

Il Foia italiano: la casa di vetro ha un’anima di piombo?

Pubblicato in Diritto amministrativo il 26/01/2017

Autore

50495 Dr. Michele Mariella, Partner BLS Compliance
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Il Foia italiano: la casa di vetro ha un’anima di piombo? Approvate le Linee Guida dell'Autorità per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato e degli obblighi di pubblicazione previsti dal dlgs. 97/2016
 
L’Anac ha approvato il 28 dicembre scorso le linee guida per l’attuazione dell’accesso civico “generalizzato”, il cosiddetto Foia italiano, entrato in vigore il 23 dello stesso mese, emulazione di quel Freedom of Information Act statunitense che il 4 luglio del 1966 conferì alla generalità del pubblico il diritto di accedere alle informazioni in possesso di qualsiasi ente federale.
 
Il documento ha ottenuto l’intesa del Garante della privacy, il parere favorevole della Conferenza unificata e ha accolto le osservazioni avanzate dagli enti territoriali. Nella medesima seduta il Consiglio dell’Anac ha approvato le prime Linee guida sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto Trasparenza (dlgs. 97/2016).
 
In questo primo contributo, ci concentreremo sul tema dell’accesso civico generalizzato, senza dubbio centrale nel nuovo sistema della Trasparenza, alla luce delle significative novità introdotte.
 
Si può affermare, in primo luogo, che ora la trasparenza diviene norma generale per le pubbliche amministrazioni, mentre la riservatezza e il segreto devono costituire eccezioni.
Vale la pena ricordare che anche nell’ordinamento dell’Unione Europea (art. 15 TFUE e capo V della Carta dei diritti fondamentali), il diritto di accesso non richiede la prova di un interesse specifico, ma risponde ad un principio
generale di trasparenza dell’azione dell’Unione ed è uno strumento di controllo democratico sull'operato dell'amministrazione, volto a promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile.
 
La nuova tipologia di accesso (d’ora in avanti “accesso generalizzato”), è delineata nel novellato art. 5, comma 2 del decreto Trasparenza, ai sensi del quale “chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti, secondo quanto previsto dall’art. 5-bis” e si traduce in una facoltà di accesso non vincolata dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti ed avente ad oggetto tutti i dati e i documenti e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni, non più solo quelli per i quali è stabilito un obbligo

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obbligo di pubblicazione secondo quanto disposto per il precedente “accesso civico” introdotto dal d.lgs. 33/2013.
L’accesso generalizzato è estrinsecazione di una libertà che incontra, quali unici limiti, da una parte, il rispetto della tutela degli interessi pubblici e/o privati indicati all’art. 5 bis, commi 1 e 2, e dall’altra, il rispetto delle norme che prevedono specifiche esclusioni (art. 5 bis, comma 3).
 
La ratio della riforma risiede nella dichiarata finalità di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico (art. 5, comma 2 del decreto Trasparenza). Come previsto nella legge 190/2012, il principio della trasparenza costituisce, inoltre, misura fondamentale per le azioni di prevenzione e contrasto della corruzione.
 
L’accesso generalizzato deve essere tenuto distinto anche dalla disciplina dell’accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241 (“accesso documentale”). La finalità dell’accesso documentale ex l. 241/90 resta quella di porre i soggetti interessati in grado di esercitare al meglio le facoltà che l'ordinamento attribuisce loro, finalizzate alla tutela di posizioni giuridiche qualificate di cui sono titolari, escludendo categoricamente l’avvalimento del diritto di accesso al fine di sottoporre l’amministrazione a un “controllo generalizzato”.
 
Più precisamente, dal punto di vista soggettivo, ai fini dell’istanza di accesso ex lege 241, il cittadino deve dimostrare di essere titolare di un “interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso”.
 
L’ANAC in proposito raccomanda di “tenere ben distinte le due fattispecie” per “calibrare i diversi interessi in gioco” nella consapevolezza che la conoscibilità generalizzata incontra eventuali temperamenti solo in vista di eccezioni poste a tutela di interessi (pubblici e privati) che
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